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Consumi in Cina si diffonde la febbre per lo shopping
Consumi, in Cina si diffonde la febbre per lo shopping
SHANGHAI: Chi lo avrebbe mai detto! I cinesi in vacanza scelgono
shopping, divertimento e famiglia, proprio come noi. È quanto
emerge dalla terza Golden Week, la festa nazionale che dall'1 al
7 ottobre ha sgomberato gli stabilimenti produttivi, riversando
milioni di lavoratori nelle strade, pronti ad investire il tempo
libero e svuotare il portafogli. Altro che file di casacche e
baschetti blu ordinati sulla via verso casa. Un ricordo vago,
offuscato da orde di giovani e meno giovani vestiti alla moda,
pronti a rincorrere la promozione più aggressiva nel mega-store
di turno. Effetti del consumismo, la cui febbre è giunta ad
ammorbidire i rigori del passato, quasi un contrappasso ai
dettami del Grande Timoniere. Così come accade in occidente con
le feste di Natale, anche in Cina, a 13 mila chilometri da
Milano, Parigi e Londra si è consumata la folle corsa agli
acquisti, prontamente annotata con numeri e statistiche dal
governo di Pechino.
In base ai dati forniti dal Ministero del Commercio, dal 1999 ad
oggi le vendite al dettaglio sono aumentate del 16% annuo,
sfiorando nei giorni scorsi il record dei 47 miliardi di
dollari. A finire nei carrelli della spesa sono stati
soprattutto abbigliamento di marca, elettrodomestici e articoli
per la casa, gioielli in oro e argento, auto (in gran parte di
lusso), televisori a schermo piatto da 42 pollici, e ovviamente
telefoni cellulari. Tutto esaurito poi nei ristoranti delle
grandi città, molti dei quali prenotati mesi addietro da
migliaia di giovani coppie che hanno scelto la 'finestra' di
inizio ottobre per sposarsi. Impressionanti i numeri della sola
Shanghai, che in una settimana ha ospitato ben 30 mila cerimonie
nuziali. Sempre nella capitale economica della Cina sono stati
organizzati particolari eventi per "aiutare" la gente a
spendere, battezzati Shopping Festival. Secondo il ministero del
commercio, l'exploit di Shanghai sarebbe stato alimentato anche
da tre importanti eventi sportivi concentrati nella stessa
settimana, quali la Coppa del Mondo di calcio femminile, le
Special Olympics e il Gran Premio di Formula 1. Notizia accolta
con entusiasmo soprattutto a Pechino, dove l'estate prossima si
svolgeranno le più costose olimpiadi della storia. Inevitabili
le ripercussioni anche nel campo dei trasporti, lo conferma la
Chinese Airlines che in solo giorno, il 30 settembre, ha
imbarcato 540 mila viaggiatori per destinazioni interne.
A trainare la crescita hanno contribuito molteplici fattori,
quali: la progressiva se pur lenta liberalizzazione del mercato
interno, e apertura verso le importazioni; lo sviluppo
inesorabile della classe medio alta, passata dai 15 milioni di
individui ai circa 80 milioni attuali, che compongono uno dei
mercati più vivaci e attivi del pianeta; la profonda voglia di
riscatto covata da ogni cinese e alimentata dai sensibili (se
pur minimi) aumenti di salario concessi a molti lavoratori,
soprattutto nelle metropoli costiere; per finire con la scelta
attuata dal governo, di istituire 3 Golden Week all'anno. Una in
corrispondenza della festa di primavera, la seconda a inizio
maggio, la terza ad ottobre, tutte con lo scopo dichiarato di
"incoraggiare la gente a stare con la famiglia, e a spendere più
soldi per ravvivare il commercio interno e favorire la crescita
economica".
Anche se con le dovute proporzioni, la febbre per lo shopping ha
superato le periferie delle metropoli, arrivando nelle campagne
e innescando 'esodi' contrapposti. Da un lato i cittadini,
fuggiti verso il verde dell'entroterra per staccare con i ritmi
alienati delle città, dall'altro gli abitanti delle campagne più
agiati (da sottolineare che in molte aree dell'entroterra
miseria e povertà sono ancora una dominante per milioni di
persone), pronti ad immergersi nel grigio caos dei centri
urbani. Non è un caso dunque se l'attenzione dei commercianti,
in particolare dei distributori di beni di lusso, sia sempre più
rivolta all'entroterra. Città come Zhengshou nella regione dello
Henan, dove dall'8 all'11 novembre avrà luogo la prima fiera
internazionale del lusso. Un evento sponsorizzato dalla World
Luxury Association, che punterà i riflettori su jet privati,
yacht, gioielli, sigari, auto di grossa cilindrata e griffe
della moda, magari anche Made in Italy.
Lusso e ricchi a parte, sembra che in Cina il consumismo stia
attecchendo bene, forse più in fretta del miglioramento di
condizioni e salari dei lavoratori, i quali tuttavia sono meno
disposti a rinunciare ai gingilli esposti in vetrina. A questo
punto viene spontaneo chiedesi cosa succederà quando milioni di
operai inizieranno a pretendere stipendi maggiori, e magari una
quarta Golden Week per viaggiare ed iniziare a vivere? La Cina
continuerà ad essere il fenomeno che conosciamo?
di Emanuele Confortin
Fonte:
CorriereAsia
11 ottobre 2007
www.corriereasia.com
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