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Vecchio o antico, basta che sia usato e in franchising
In Italia sono presenti all'incirca 2.000 mercatini dell'usato
organizzati come Agenzia d'Affari. Questo modello permette al
punto vendita di esporre oggetti in conto-vendita da privati:
senza alcun investimento per l'acquisto. Alla vendita, il
guadagno per il gestore è rappresentato da una provvigione che,
in genere, va dal 35% al 50%.
Una recente indagine di mercato evidenzia che le strutture
organizzate in franchising sviluppano un volume d'affari di
circa il 50% superiore rispetto alle similari strutturate in
modo autonomo. Il motivo di questa grande differenza è dato
principalmente dal sistema.
Gestire un mercatino dell'usato può sembrare semplice e, a dire
il vero, non è difficile, ma il gestore tende sempre a fare dei
piccoli errori che sommandosi tra loro possono fare la
differenza tra il successo e l'insuccesso. E' ovvio che se
esiste, alla base, un sistema efficace, basato soprattutto dalle
esperienze di altri punti vendita e se avviene un costante
monitoraggio dell'attività, questi inevitabili piccoli errori,
vengono subito alla luce e possono essere corretti in tempi
brevissimi, con grande beneficio (economico) da parte del
gestore.
E' comunque necessario fare attenzione nel valutare le
molteplici proposte in franchising in questo settore. Prima di
tutto la "casa madre" deve avere un'ottima esperienza,
riscontrabile, in primis, dal numero di punti vendita presenti
sul territorio nazionale. Ma risulta di fondamentale importanza
l'analisi approfondita del contratto. Un contratto che preveda
della royalties troppo elevate, dei patti di non concorrenza che
vanno oltre la durata del contratto o delle penali, ad esempio,
per la chiusura anticipata dell'attività, andrebbe senz'altro
scartato.
In franchising, oppure no, una cosa va assolutamente fatta: il
Business Plan. Il Business Plan è il documento programmatico più
importante che ogni persona che si appresta ad avviare una
qualsiasi attività deve redigere. Nel Busineess Plan vengono
analizzati i costi e i ricavi prospettati, normalmente
dall'apertura per i primi 5 anni. Solo con il business plan si
può fare un'equa valutazione dei costi da sostenere e dei ricavi
che si otterranno rendendo molto più semplice la decisione di
aprire, o meno, la propria attività.
Anche in questo caso il franchising può essere d'aiuto, mettendo
a disposizione una serie di dati statistici, ricavati
dall'esperienza di altri punti vendita simili. Solo con dati
certi il business plan diviene verosimile permettendo
all'imprenditore di investire le risorse necessarie per
l'apertura senza amare sorprese.
Fonte: comunicati-stampa.net
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