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la grande distribuzione si converte all' equosolidale
La
grande distribuzione si converte all’equosolidale
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Più bio per tutti. Non solo, anche più equo. La vendita dei
prodotti a marchio Fairtrade, nel 2006 è aumentata del 41
per cento. Una cifra record, appena registrata e segnalata a
Flo, il Coordinamento internazionale dei marchi di garanzia
del commercio equo.
Secondo i dati, lo scorso anno i consumatori di tutto il mondo
hanno speso 1,6 miliardi di euro per l’acquisto di prodotti a
marchio Fairtrade: con un notevole vantaggio per il milione e
quattrocentomila produttori e lavoratori del sud del mondo. Il
prodotto più acquistato è naturalmente il cacao (la vendita è
aumentata del 93 per cento), seguito da caffé del (53 per
cento), tè (41 per cento) e banane del (31 per cento).
Il motivo? Una maggiore sensibilità da parte della grande
distribuzione. Ecco qualche esempio: la catena di supermercati
inglese Sainsbury ha incrementato la gamma di banane
Fairtrade e annunciato una totale sostituzione dell’intera
gamma. Un’altra catena inglese, la Mark & Spencer, ad
aprile ha convertito tutti i pacchetti di tè e caffè in prodotti
del commercio equo. La Dunkin Donuts ha adottato una
politica Fairtrade per il 100 per cento del caffé venduto in
America del Nord e in Europa. Nel settembre 2006, Insomnia
Coffee Company in Irlanda (dove le vendite di prodotti equo
e solidali sono aumentate in un anno del 75 per cento) ha
annunciato che il caffè servito nei punti vendita di tutto il
Paese sarà Fairtrade.
Lo stesso ha fatto Scandic and Hilton, una delle più
importanti catene di hotel della Svezia. E ancora, in Canada,
Via Rail, la rete ferroviaria nazionale, a bordo dei suoi
treni serve solo caffé Fairtrade. In Italia sono stati lanciati
nuovi prodotti tra cui le rose e i jeans fatti con cotone equo e
solidale. In Svizzera le banane certificate Fairtrade sono il 55
per cento della vendita totale di banane.
È così che nel corso del 2006 (secondo le stime di Flo), le
vendite di solo caffè a marchio equo hanno portato alle
cooperative di produttori circa 41 milioni di euro in più.
Fonte: Panorama.it
di elisa canetti
Lunedì 13 Agosto 2007
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