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  La macchina "mangia rifiuti"

 

La macchina "mangia rifiuti"

Il momento in cui gli venne l'idea meravigliosa, l'Archimede della Bassa Renzo Gazzoli, 60 anni, di Pegognaga (Mantova), se lo ricorda ancora: "Dicembre '96. Ero in auto. Stavo andando al liceo di Suzzara per i colloqui di fine anno con gli insegnanti di una delle mie figlie. E stato lì che ho capito all'improssivo come avrei potuto costruire la mia macchina mangia-rifiuti".
Dal colpo di genio del disegnatore meccanico che già da ragazzino si divertiva a modificare le bici, al primo premio di un concorso promosso da General Electric, il passo non è però stato breve. Perché la sua macchina, o meglio, il suo sistema integrato per la raccolta differenziata, "digeriva" sì i rifiuti, ma lui faceva fatica a farlo digerire a chi di dovere, amministrazioni comunali o multiutility in primo luogo. E aziende di elettrodomestici in secondo. Il cuore del sistema è proprio un elettrodomestico, grande come una lavatrice. "Per dirla semplice - spiega Gazzoli - è una pressa orizzontale con diversi canali di carico. In sostanza, ci sono fori per i diversi tipi di rifiuti domestici, tipo bottiglie di plastica, vetro, carta, metalli. Una volta inseriti, la macchina li comprime, riducendo il volume a un quinto di quello originario e li fa finire in scomparti differenziati". Ogni 3-4 giorni, il cassetto va svuotato in un cassonetto apposito, il secondo anello del sistema. "Quando lo si svuota, i rifiuti dal cassetto finiscono automaticamente nei diversi contenitori, in attesa del camion per la raccolta, terzo anello della catena, che poi li scarica nelle piazzole ecologiche. In sostanza, i rifiuti vengono tutti differenziati in casa, senza altri interventi". I vantaggi? Meno viavai verso i cassonetti, meno spese per il personale e la gestione e riduzione ai minimi termini del materiale destinato alla discarica. Ma le multiutility continuavano a restare scettiche. A far loro cambiare idea potrebbe essere proprio il primo premio al concorso "Ecomagination 2007", su 80 progetti vagliati dal Politecnico di Torino. Il regalo di General Electric gli è arrivato: una piccola auto elettrica. Ma quello vero forse è alle porte. Il sindaco di Pegognaga Marco Carra, da sempre sostenitore dell'idea di Gazzoli, sembra aver convinto la Tea di Mantova ad adottare l'Rdr System (questo è il nome della sua invenzione) in tutto il paese: 2.600 famiglie. E se comincia la produzione su larga scala anche le industrie di elettrodomestici potrebbero ricredersi e chiedere di poter usare il brevetto.


Fonte: Corriere della Sera

15 novembre 2007

 
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