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Come funziona la lavagna americana dei buoni e cattivi pagatori.
Le "carte d'identità
finanziaria" non hanno però risparmiato agli Usa la crisi dei
mutui subprime, che ora spinge anche alcuni operatori italiani a
stringere le maglie del credito. Quali difficoltà affronta chi
chiede un prestito? Come si evita la "zona grigia" dove
operatori borderline offrono proposte spregiudicate? Esistono
professioni o zone svantaggiate?
Stretta in corso. Non c'è conferma ufficiale, ma alcune banche e
finanziarie stanno stringendo il rubinetto del credito. Lo
confermano operatori contattati direttamente da «Plus24». Nei
prossimi mesi, così, i nuovi clienti dovranno dare prove più
concrete della propria solidità finanziaria.
Aree a rischio. Non tutti i clienti sono uguali. Non parliamo
dei protestati: basta segnalare alle banche che si risiede in
un'area nella quale si concentrano molti insoluti e i computer
che elaborano il credit score dei clienti esprimeranno una
valutazione meno positiva di quella di chi, a parità di altre
variabili, risiede in una zona meno "problematica". La tabella
in alto, elaborata da Experian, banca dati tra i leader delle
centrali rischi, dimostra che non tutte le regioni sono uguali:
le Marche, ad esempio, hanno insoluti sui contratti di prestito
personale superiori alla media nazionale.
Professioni svantaggiate. Mentre le norme sulla privacy vietano
alle centrali rischi di conservare dati sulla professione dei
clienti del credito, le banche possono usare questi dati. Alcuni
istituti hanno sistemi aziendali di scoring che usano anche
l'occupazione per inserire i clienti in una griglia statistica
che discrimina tra professioni "buone pagatrici" e altre "a
rischio". Ovviamente i secondi pagheranno alla banca il maggior
rischio con costi più elevati dei primi.
Attenti ai "pacchi". Spesso a chi compra casa l'agenzia
immobiliare propone di gestire direttamente anche le pratiche di
mutuo. Una scelta vantaggiosa sul fronte burocratico che cela
costi più elevati di quelli che sostiene chi sceglie tra offerte
di banche diverse. Gli intermediari infatti ricevono dalle
banche cui girano la domanda di mutuo una percentuale sul valore
erogato e/o una quota del differenziale pagato dal cliente sul
tasso. Parimenti occorre fare attenzione quando per un prestito
ci si affida a finanziarie che promettono erogazioni "facili" in
tempi rapidissimi e senza chiedere garanzie. Un sistema per
scegliere tra le finanziarie, ad esempio, è verificare se
appartengono ad Assofin, l'associazione del settore le cui
iscritte devono seguire regole precise.
Le regole di base. Occorre sempre verificare che il contratto
indichi chiaramente i costi complessivi per il cliente, tra i
quali il tasso (che non può superare le soglie di usura
calcolate ogni tre mesi dalla Banca d'Italia) è solo una
componente. Attenzione quindi a Tan (tasso effettivo annuo) o
Isc (indicatore sintetico di costo). Occhio ai prestiti
finalizzati: talvolta la finanziaria "gira" la somma non al
cliente finanziato, ma direttamente a chi vende il bene o eroga
il servizio acquistato. Il rischio, se il bene acquistato è
difettoso o non viene consegnato oppure se il servizio è
scadente, sta nel fatto che le rate vanno pagate lo stesso.
Fonte: Ilsole24ore.com
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