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Stampa e gestione documentale da spesa a fonte di risparmio
Stampa e gestione documentale da spesa a fonte di risparmio
Nell’ambito dell’attività di ricerca che nel 2007 Lexmark ha
dedicato al mondo delle PMI, l’azienda rende noti i risultati
della seconda indagine condotta nel settore con l’obiettivo di
fotografare lo stato dell’arte in termini di conoscenza e
utilizzo delle tecnologie e dei servizi di stampa.
Realizzata in collaborazione con Ipsos Global, la ricerca – che
ha coinvolto un panel di 1.400 aziende con un massimo di 250
addetti in sette Paesi (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna,
Italia, Olanda e Stati Uniti) - ha analizzato le prassi e i
comportamenti adottati nelle PMI in relazione sia alle scelte
strategiche di acquisto dei diversi dispositivi di stampa sia
all’effettivo impiego di tutte le loro funzionalità all’interno
dei singoli uffici.
Ne è emerso che, nonostante gli elevati investimenti in
stampanti tecnologicamente innovative, la produttività globale
non è migliorata; infatti, se da un lato le PMI hanno compreso
la necessità di dotarsi di nuovi strumenti, dall’altro non hanno
acquisito piena consapevolezza delle potenzialità che essi
offrono.
Questo approccio evidenzia che globalmente le PMI non hanno
ancora sviluppato un visione strategica che consenta di
sviluppare piani e azioni volti a migliorare l’efficienza nel
lungo periodo.
Questo scenario era in parte affiorato già al termine della
prima parte della ricerca, realizzata nella primavera del 2007,
che mostrò non solo una scarsa conoscenza dei dispositivi
multifunzione da parte delle PMI ma anche gli elevati sprechi di
carta del settore, un costo che pesa notevolmente sul bilancio.
In particolare, l’indagine attuale rileva che solo un terzo
delle PMI intervistate (il 34%) utilizza i dispositivi MFP per
inviare anche fax ed effettuare scansioni.
Questo trend negativo è bilanciato dai dati positivi registrati
in Italia e negli Stati Uniti, dove le possibilità offerte dai
multifunzione sono state colte dalle aziende (il 32% di esse).
Nel dettaglio, sul campione globale degli intervistati, risulta
che in Italia il 28% usa funzioni di fotocopiatura, il 16%
funzioni di stampa, mentre solo il 12% delle imprese si avvale
dell’opzione scanner. Ancora l’Italia è il Paese con il maggior
numero di strutture che accedono alla funzione di archiviazione
elettronica e digitale (11,5%).
In sostanza l’indagine conferma che la tecnologia presente nelle
stampanti disponibili oggi sul mercato ha valore solo se viene
affiancata da una conoscenza dalle funzionalità di cui sono
dotate.
Quando una realtà delle PMI decide di rinnovare o installare un
nuovo parco macchine è fondamentale svolgere un’analisi iniziale
– solitamente realizzata da professionisti del settore - per
valutare fattori critici come i volumi di stampa generati dai
diversi reparti, le funzioni e la dislocazione delle diverse
macchine, il loro reale utilizzo da parte dei dipendenti, le
spese di operatività e di manutenzione. Solo in questo modo si
potrà definire un’infrastruttura che, ottimizzando i processi di
stampa e i servizi connessi, soddisfi le reali esigenze
dell’impresa, anche in relazione alla riduzione dei costi.
“Il gap evidenziato dalla ricerca è la base su cui sviluppare
concreti interventi nel mondo delle PMI”, ha commentato
Massimiliano Tedeschi, Amministratore Delegato di Lexmark
Italia. “I dati positivi dell’Italia confermano che, guardando
in prospettiva, vi sono ampi margini di crescita e miglioramento
per queste realtà a cui Lexmark offre già da tempo soluzioni di
stampa dedicate. L’azienda – prosegue Tedeschi - sta investendo
molto nella produzione di stampanti che aiutino le PMI ad
affrontare le sfide che il mercato impone e, al contempo, si
adattino alle esigenze del business individuale”.
Ridurre i costi con la gestione documentale
Per il 19% degli intervistati uno dei problemi più sentiti
globalmente dalle PMI è la riduzione dei costi; ciò nonostante
dalla ricerca emerge che le scelte di investimento – spesso
molto onerose – effettuate per dotarsi di nuove stampanti sono
di natura pragmatica, orientata al riscontro immediato e non
generate da prospettive strategiche volte a ottenere efficienza
produttiva e redditività nel lungo periodo.
Tale approccio è confermato da un dato significativo: il 63%
delle PMI ha intrapreso misure atte a contenere le spese, ma i
costi più contenuti, nella maggior parte dei casi, sono frutto
di fattori contingenti. Per esempio risulta che il calo nei
volumi di stampa registrato nelle PMI è direttamente collegato
all’incremento delle comunicazioni elettroniche (58% degli
intervistati) non a cambiamenti di asset strategici come
l’intervento sull’ottimizzazione dei workflow operativi (lo
dichiara solo l'11%).
Ancora l’Italia si distingue per aver colto le potenzialità di
una corretta gestione documentale. In controtendenza con la
media degli intervistati, infatti, è l’unico Paese europeo dove
il numero di stampe - e quindi i relativi costi - è diminuito
grazie all’introduzione di processi strutturati per il document
management (è così per il 37,5% delle aziende). Inoltre in
Italia il 16% delle aziende intervistate dichiara di aver
esortato il personale a incrementare l’utilizzo dei documenti
elettronici e adottare la stampa fronte/retro (11% di esse) per
contribuire a ridurre i costi.
La
dimensione delle PMI fa la differenza
Correlando le risposte sulla riduzione dei costi alle dimensioni
delle aziende, emerge che le PMI con 151-250 dipendenti sono più
propense a adottare approcci strategici e comportamenti
orientati alla produttività; per esempio, controllando
maggiormente l'accesso alle stampanti a colori (34% delle
aziende) rispetto alle aziende con 51-150 utenti ( 20%) e alle
imprese con 10-50 addetti (solo il 12%).
Italia e Spagna sono i Paesi in cui è più vivo l'interesse a
investire tempo e risorse su questo controllo, come la volontà
di realizzare regolari verifiche dell'infrastruttura di stampa
(rispettivamente 14% e 17%). All'estremo opposto della
classifica l'Olanda e gli Stati Uniti, fermi all'1%.
La
competitività: un vero potenziale per la produttività
Nel complesso, lo studio rivela che l'intensificarsi di
pressioni di carattere operativo spinge sempre più le PMI a
orientare gli investimenti in tecnologie che diano ritorni
immediatamente percepibili, soprattutto sul fronte economico.
Questo atteggiamento puramente tattico si rivela perdente nel
lungo periodo, poiché non consente cambiamenti strutturali che
garantirebbero realmente una riduzione dei costi. Per essere
davvero competitive sul mercato, le PMI devono sviluppare piani
strategici che davvero assicurino elevati livelli di perfomance
e redditività.
La ricerca ha coinvolto 1.408 chief executive di piccole e medie
imprese (PMI) di sette Paesi. Le interviste sono state
effettuate telefonicamente tra il 12 aprile e il 3 maggio 2007.
I Paesi coinvolti sono: Francia, Germania, Regno Unito, Spagna,
Italia, Olanda e Stati Uniti.
Fonte: datamanger.it
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