Aprire un negozio etnico


Una buona e originale idea per aprire un’attività: perché non aprire un negozio etnico?

Aprire un negozio etnico può rivelarsi un ottimo incentivo, in quanto oggi giorno la crescente globalizzazione sta modificando abitudini, gusti e passioni anche della clientela più esigente.
Se infatti qualche anno fa era impensabile avventurarsi in una situazione di questo genere, oggi aprire un negozio etnico potrebbe essere un’attività non solo produttiva e remunerativa, ma anche soddisfacente dal punto di vista personale e culturale: molte sono infatti le persone che al giorno d’oggi, grazie alla passione per i viaggi che le porta a spingersi oltreoceano ed in località turistiche ancora poco conosciute, mostrano un certo interesse per prodotti “etnici” che esprimano una cultura e una tradizione del tutto diversa dalla propria cultura di appartenenza.
Per prodotto etnico, chiaramente, si intende sia la produzione dal punto di vista alimentare – quindi generi alimentari come il couscous, eccetera – sia dal punto di vista dell’arredamento – tappeti indiani o marocchini fatti a mano e importati, oppure lampade marocchine di particolare rifinitura e pregio – sia sotto il profilo dell’abbigliamento e degli accessori. Molte sono, infatti, le richieste di monili particolari, gioielli fatti a mano, foulard e borse rifinite interamente a mano secondo la tradizione di queste popolazioni etniche.
Aprire un negozio etnico è anche soddisfacente dal punto di vista personale perché non solo mette in contatto con popolazioni diverse, per lungo tempo sottovalutate ma in grado di creare manifatture artigianali di un ottimo valore, ma tende anche ad arricchire queste popolazioni sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo culturale, abbattendo i muri del razzismo e dell’ignoranza.
Se dal punto di vista pratico l’idea di aprire un negozio etnico può rivelarsi originale, sotto il profilo amministrativo, legale e burocratico le trafile da compiere sono più o meno le stesse compiute da chi intende aprire un’attività commerciale.
La riforma del commercio introdotta dal Decreto Legislativo n. 114 del 31 Marzo 1998 ha certamente semplificato le procedure per aprire un negozio: meglio noto come “legge sul commercio”, ha fortemente ridotto il complesso sistema previgente, e in particolare ha abolito la necessità di richiedere una licenza prima di operare.
Infatti, se fino al 1998 le tipologie di merci erano 14, oggi grazie a questo decreto amministrativo, rispetto ai settori merceologici vengono distinte solo due tipologie di esercizi commerciali, sulla base dei beni immessi sul mercato: alimentari e non alimentari.
Rispetto invece agli esercizi di vendita, essi sono stati suddivisi in tre categorie:
– Gli esercizi di vicinato, ovvero quelli con superficie di vendita non superiore ai 250 mq. Per aprire questo tipo di attività bisogna rivolgersi al Comune, presentando una comunicazione almeno trenta giorni prima di iniziare l’attività alla Divisione Economia e Sviluppo – Settore Attività Economiche e di Servizio – Comparto Commercio su Aree Private e Attività Artigianali
– Medie strutture di vendita, ovvero quelli con una superficie di vendita che va dai 250 mq ai 2.500 mq;
– Grandi strutture di vendita, che interessa in particolare i negozi la cui superficie di vendita sia superiore ai 2.500 mq.
La legge prevede in generale due condizioni per chi intende avviare un’attività commerciale: il rispetto di alcune normative di varia natura e i requisiti di onorabilità, ma qualora i beni ceduti siano di natura alimentare, occorre anche un terzo requisito: l’abilitazione professionale, ovvero aver frequentato con successo un corso professionale per il commercio relativo al settore merceologico ed alimentare riconosciuto dalla Regione; aver esercitato in proprio, per ameno due anni, l’attività di vendita di prodotti alimentari (all’ingrosso o al dettaglio); aver prestato la propria opera per almeno due anni, per imprese e attività nel settore alimentare come dipendente qualificato addetto alla vendita.
Altri requisiti da rispettare, nel particolare sono: l’esercizio commerciale deve rispettare tutte le regole urbanistiche e di edilizia; le destinazioni d’uso dei locali utilizzati; le norme igienico-sanitarie; i regolamenti annonari e di polizia urbana.
In ogni caso, prima di aprire un’attività è sempre bene rivolgersi al Comune di appartenenza – o meglio, al Comune dove si intende avviare l’attività – ai fini di ricevere tutte le informazioni precise e dettagliate.

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