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Sempre più aziende italiane si affidano al VoIP
Secondo una stima dei
ricercatori, basata sui dati dell'Autorità per le Comunicazioni
sul volume complessivo di minuti di traffico per il segmento
business e sui dati di una precedente ricerca Bocconi
sull'utilizzo del VoIP nelle aziende italiane, la quota di
mercato del VoIP originato da aziende adottanti è nell'ordine
del 17,1-17,5% del totale del traffico del segmento business.
“Si tratta di circa 10 miliardi di minuti all'anno per il
segmento business che sono originati da sistemi VoIP e vengono
terminati sulla rete pubblica nazionale,” spiega Ferdinando
Pennarola , docente di Sistemi informativi e organizzazione
aziendale alla Bocconi e coordinatore della ricerca. “Le aziende
che hanno adottato i sistemi VoIP lo hanno fatto per una ragione
sia di breve che di lungo periodo.
Nel breve, si attendono una riduzione dei costi di
comunicazione, cosa che è avvenuta per il traffico interno alle
organizzazioni e che ha avvantaggiato le aziende multi sede che
collegano i vari uffici con le reti dati. Nel lungo periodo le
aziende si attendono di introdurre innovazioni organizzative
abilitate da un nuovo modo di comunicare”.
Emerge inoltre che gli utenti sfruttano però un limitato set di
funzionalità, riconducibili agli usi tradizionali di un sistema
di comunicazione. Il 23,5% dichiara, infatti, di utilizzare il
VoiP in primo luogo per la chiamata telefonica. Il 19,8% lo
utilizza per l'inoltro o trasferimento di una chiamata, il 16,4%
per l'accesso alla rubrica telefonica aziendale e il 15,2% per
la selezione rapida del numero da chiamare. Il 38% dichiara di
usare il VoIP per comunicare con i superiori, il 40% con i
colleghi e il 21% con collaboratori e fornitori.
Nonostante emerga un uso tradizionale del sistema VoIP, circa il
60% degli utenti dichiara di essere propenso ad esplorare nuovi
modi di utilizzo del sistema al fine di aumentare la propria
efficacia nel lavoro. L'utilizzo del VoIP è, infatti, associato
positivamente da parte degli utenti ad elevati livelli di
efficacia.
“Si conferma che i sistemi VoIP, come per tutte le ICT, devono
essere introdotti in azienda con un attento uso alle fasi di
formazione del personale e comunicazione interna del progetto.
Solo le aziende che hanno investito significativamente anche in
queste fasi hanno ottenuto tassi di uso più efficace ed
efficiente,” spiega Pennarola. “Con il VoIP si possono fare
molte cose, ma per farlo è indispensabile che il personale ne
sia consapevole, convinto, e spinto all'esplorazione. Solo così
si libera innovazione e si sfruttano al massimo gli investimenti
tecnologici effettuati.”
“Il VoIP è stato, ed ancora è, motore per l'innovazione: non
tanto in termini tecnologici, ma come traino per un nuovo
modello di business,” spiega Giorgio Bertolina , amministratore
delegato Italtel. “Il VoIP, partito come un nuovo modo di fare
chiamate vocali, è oggi la tecnologia di base per la
realizzazione dei nuovi servizi e applicazioni della Unified
Communication, capace di integrare telefono,
video-teleconferenza e office collaboration. La Unified
Communication è un'opportunità di efficienza e risparmio per le
imprese, grandi o piccole, e la pubblica amministrazione ed è in
grado di migliorare la qualità della vita dei consumatori.
Saranno infatti le applicazioni ‘communication-centric', già
oggi richieste dagli utenti, a sostenere la crescita del mercato
nei prossimi anni. Non solo per il segmento business, ma anche
per quello residenziale”.
“Lo studio conferma le indicazioni che stavamo raccogliendo dai
clienti”, spiega Enrico Deluchi , Managing Director Operations
Enterprise Cisco Italia. “Le aziende che hanno adottato il VoIP
hanno sin qui beneficiato dei risparmi promessi dalla tecnologia
e si tratta di un'ottima premessa affinché questa possa vedere
poi la diffusione di massa.
Il prossimo passo che la nostra industria deve affrontare è
quello di aiutare gli end user a comprendere come le tecnologie
di Unified Communication, di cui il VoIP è un elemento
fondamentale, possano permettere di migliorare l'efficienza e
velocizzare i processi grazie a nuove modalità di collaborazione
sia all'interno dell'azienda, sia all'esterno con fornitori,
clienti e partner.
Tali vantaggi si estendono anche all'ambito della riduzione
dell'impatto di CO2 sull'ambiente in quanto le tecnologie di
collaboration, come ad esempio il telelavoro e la possibilità di
effettuare meeting a distanza con soluzioni di videoconference
come Telepresence, permettono una diminuzione notevole degli
spostamenti.”
Fonte Businessonline.it
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