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Abbigliamento per bimbi a gonfie vele, in Abruzzo è boom
Crescono vertiginosamente, come dimostrano i
dati, le imprese d’abbigliamento nel territorio abruzzese, a
fronte di una media nazionale pari al 6,2%. Dunque vestire i
proprio figli alla moda diventa una vera e propria prerogativa
per i genitori, e per questo non si bada a spese.
Magliette firmate e scarpe all’ultima moda, seguendo le tendenze
del momento dettate da spot pubblicitari e cartoni animati. In
merito ai baby settori emerge che è Chieti prima in classifica,
rispetto agli altri capoluoghi della regione Abruzzo, ospitando
ben 96 imprese che si occupano della realizzazioni di prodotti e
servizi in grado di ottemperare alle varie necessità di mamme e
bebè, seguita da Pescara 66, L’Aquila 59 e Teramo 48.
Come risulta dai dati le mamme teatine sono
le più facilitate nel trovare risposte alle esigenze sia loro
che dei proprio bambini in quanto la provincia detiene il
primato per la maggiore produzione di beni e servizi legati alla
prima infanzia.
Disaggregando il dato risulta che gli asili nido e giardini
d’infanzia, escluse le ludoteche sono 22, le imprese dedicate al
commercio al dettaglio di confezioni sono 63, mentre le attività
legate all’istruzione di grado preparatorio quali scuole materne
e scuole speciali collegate alle primarie sono 11.
In provincia de L’Aquila i punti vendita
riservati ai neonati e bambini sono 50, gli asili nido sono 8, e
c’è soltanto un scuola materna. Pescara, invece, è la prima
provincia della regione per numero di asili nido (24), i negozi
per neonati e bambini sono 41, mentre c’è soltanto una scuola
materna. A Teramo gli asili sono 12, le attività commerciali del
settore sono 35 e c’è soltanto una scuola materna. I nessun
capoluogo abruzzese vi sono attività rivolte alle fabbricazioni
di carrozzine e passeggini per l’infanzia, escludendo le culle.
Fonte PrimadaNoi.it
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