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La frontiera del Mobile Marketing

 

Questi scenari sono ancora prematuri nel nostro Paese e i dati che si ricavano non sono che indicativi, ma per mobile marketing, nel caso si voglia specificarlo, si intende quel complesso di azioni che un’azienda può intraprendere per promuovere il proprio prodotto, con pubblicità, promozioni, alert su eventi, mentre i mobile services sono, appunto, servizi, tendenzialmente qualcosa di più utile per l’utente.
L’analisi ha coinvolto circa 200 aziende e si è concentrata sul terminale mobile senza considerare altri device mobili come per esempio palmari, console e lettori Mp3. Non è chiaro, ma è prevedibile, che gli smart phone rientrino a tutti gli effetti tra i terminali considerati.
Gli analisti del Politecnico hanno osservato che la maggior parte delle esperienze si basa sull’uso della rete cellulare e, in piccola parte su tecnologie innovative come il Dvb-h e il bluetooth.
Il sunto della ricerca recita che il mercato del mobile advertising dovrebbe raggiungere alla fine del 2007 circa 28 milioni di euro con un incremento del 77% rispetto al 2006. Quello dei Mobile service management nel 2007 supererà il 50 milioni di euro con una crescita del 32%. Crescite in percentuale alte ma assolutamente prevedibili, visto che si tratta di mercati embrionali.
Ricordiamo che, secondo i dati del rapporto Assinform 2007, i servizi di rete mobile valgono nel nostro Paese 18 miliardi di euro, di cui circa 4 di Vas mobili, escludendo così la voce, e che questa componente ha registrato un incremento del 24,2% rispetto all’anno precedente. Assumendo che Mobile Marketing e Service Management rientrino nei servizi Vas, stiamo parlando di 16 milioni di euro nel 2006 contro 4 miliardi di euro in totale, lo 0,4%. Dunque, per ora briciole.
I responsabili della ricerca hanno sottolineato due aspetti: in primo luogo c’è ancora molta poca consapevolezza da parte delle aziende sul mezzo e sulle sue potenzialità. In secondo luogo, questo ambito potrebbe essere un enabler per l’Italia, visto che il nostro Paese è primo per penetrazione di terminali 3G, un terreno fertile per fare sperimentazione.
Tuttavia dobbiamo distinguere. Una cosa è fare marketing sul cellulare, un’altra è erogare servizi. Pagare la sosta dell’autovettura con un sms è un servizio utilissimo, ricevere un messaggio pubblicitario da una azienda è fastidiosissimo. A meno che il messaggio avvantaggi l’utente che lo legge.
Se, infatti, passo di fronte a un negozio e un sms mi avvisa che in quell’arco temporale all’interno di quel negozio si sta svolgendo una vendita promozionale su un certo prodotto, posso apprezzare. Se ricevo un sms durante la notte che mi avvisa di una promozione generica da parte di un’azienda che neanche conosco e, perdipiù, mi si chiede di andare su un certo sito per saperne di più mi innervosisco, questo è spam.
Tutte le ricerche sostengono che l’advertising sui nuovi media ha un ottime prospettive di crescita in questi anni, ed è vero, i mezzi sono molto più potenti di quelli tradizionali. Tuttavia sono più complessi, bisogna fare i conti con problematiche nuove, come la tutela della privacy. Infatti, il telefono cellulare è più vicino all’utente, più personale. Per questo bisogna usare una maggiore delicatezza nel loro uso e, soprattutto, maggiore competenza.
E la competenza manca, alle aziende clienti ma soprattutto ai cosiddetti Centri Media, che gestiscono milioni di euro di pubblicità dei propri clienti. Pochissimi hanno l’umiltà di rimettersi in gioco e studiare i nuovi mezzi di comunicazione, preferendo continuare a lavorare, in modo più o meno occulto, con televisioni e stampa tradizionale che li hanno foraggiati per anni.

Fonte: Portel.it

di V. Mariani

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