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Novità sulla pubblicità online delle aziende
Nel Regno Unito il viral marketing selvaggio
non è più consentito. Secondo quanto asserito dalle Consumer
Protection from Unfair Trading Regulations tutte le aziende che
intendono veicolare dei contenuti pubblicitari in rete devono
dichiarare in modo inequivocabile chi sono.
La logica del viral marketing è quella di innescare dei
passaparola tra utenti che hanno l’effetto di rendere credibile
il contenuto che viene rivelato. Praticamente l’informazione su
un nuovo prodotto o servizio messo a punto da un’azienda non
proviene più dall’azienda stessa, destando sospetti naturali
sulla non trasparenza dell’informazione fornita, ma da altri
utenti che ne hanno fatto proprio il contenuto.
In realtà questa normativa britannica non fa altro che tradurre
una disposizione dell’Unione Europea – specificamente la
Direttiva 2005/29/CE che regola le pratiche commerciali
scorrette.
Anche l’Italia ha assorbito questa direttiva all’interno del
Decreto Legge 147/2007 in pratica, da noi, se si fa uso di
Internet o di qualsiasi altro media con finalità di tipo
promozionale senza permettere al destinatario della
comunicazione di identificare in modo chiaro l’autore e la fonte
dei contenuti trasmessi si commette un reato, che viene punito
con multe fino a 500.000 euro.
Fonte WebMasterPoint.org
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