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Il business dipende anche dalla sicurezza informatica
Realizzata sulla base di
874 interviste a manager e imprenditori di nove Paesi europei,
la ricerca ha riscontrato che nonostante la diffusa coscienza
delle minacce "comuni" come virus (93%), spam (91%) e Trojan
horse (82%), una significativa porzione del campione possiede
misure inadeguate ad affrontare altri potenziali rischi causati
da minacce più recenti come le cosiddette reti “botnet”, ossia
reti di computer collegati ad Internet che, a causa di falle
nella sicurezza, vengono infettati da virus informatici o trojan
i quali consentono ai loro creatori di controllare il sistema da
remoto per scagliare attacchi contro qualsiasi altro sistema in
rete. Il 48% di intervistati ha affermato infatti di non sapere
cosa sia una botnet.
L'indagine sottolinea inoltre che nonostante le iniziative di
sensibilizzazione su vasta scala promosse dall'industria della
sicurezza, i dipendenti delle piccole aziende non comprendono
ancora come ciascuno sia responsabile di un ambiente IT sicuro.
I dati affermano che il 40% pensa che la sicurezza sia compito
esclusivamente del responsabile It, mentre il 32% pensa sia
responsabilità dell'amministratore.
Alla domanda relativa alle modalità di implementazione delle
soluzioni per la sicurezza It, solo il 38% ha affermato di
dipendere da una società It specializzata, mentre il 39%
acquista soluzioni pacchettizzate anche presso catene retail
(che di solito non vendono soluzioni business ma per consumer e
Soho). Ancora più sorprendente risulta essere la rivelazione
secondo la quale un'azienda su dieci si protegge avvalendosi del
software regalato insieme con le riviste.
"I risultati suggeriscono che raramente le aziende installano in
maniera proattiva l'infrastruttura appropriata per gestire uno
scenario dinamico come quello delle minacce", ha dichiarato John
Brigden, Senior Vice President, Europe, Middle East, and Africa
Geography di Symantec. “Le soluzioni antivirus e i firewall sono
pilastri essenziali ma, da soli, non sono sufficienti a
proteggere in modo adeguato un'azienda. Senza una protezione
completa le piccole aziende corrono un rischio significativo".
Il 22% delle aziende intervistate ha sperimentato nell'ultimo
anno un attacco o un crash di sistema che ha portato alla
perdita di informazioni e, di conseguenza, a una perdita di
business, mentre il 34% ha subito crash di sistema o perdite di
informazioni a causa di errori dei dipendenti.
Preoccupanti anche i dati relativi agli aggiornamenti. Il 48% lo
fa quotidianamente; il 17% settimanalmente e il 12% mensilmente.
Poi c’è il 5% che esegue gli aggiornamenti una volta l'anno, e
il 37% “quando è pronto un update”. Per non parlare del 9% che
esegue gli aggiornamenti solo nel momento in cui si trova sotto
attacco.
In questo quadro l’Italia si trova sostanzailment ein linea con
la media europea. Il 22% di intervistati (contro il 17% in
Europa) ha ammesso di aver perso sensibili opportunità di
business a causa di recenti problemi nella sicurezza; più di uno
su dieci ha riportato anche perdite finanziarie. Tuttavia, il
29% delle aziende intervistate ha un It Manager dedicato contro
il 33% degli altri paesi.
Anche nella Penisola è molto diffusa la consapevolezza delle
minacce comuni come virus (99%), spam (93%) e Trojan horse
(88%), con invece una scarsa cognizione delle nuove minacce come
le reti “botnet” (ignorate dal 57%) o le tecniche di whaling
(60%), minnowing (62%), rootkit (50%) e pharming (45%).
L'indagine sottolinea come ben il 42% delle aziende interpellate
non utilizza soluzioni di sicurezza estese a tutti i dipendenti,
un dato di gran lunga superiore alla media europea (19%).
Il 29% ritiene che la sicurezza It sia compito di tutti, mentre
il 42% pensa sia competenza responsabilità esclusiva del
responsabile It e il 29% crede sia responsabilità
dell'amministratore delegato.
Il 33% degli intervistati contro il 25% in Europa dichiara che
la propria azienda non possiede una policy It.
Appena il 35% dichiara di dipendere da una società It
specializzata per l’implementazione delle soluzioni per la
sicurezza, il 48% acquista soluzioni pacchettizzate anche presso
catene retail, mentre un'azienda su undici si protegge
avvalendosi del software regalato insieme con le riviste.
Il 13% delle aziende intervistate ha sperimentato nell'ultimo
anno un attacco o un crash di sistema che ha portato alla
perdita di informazioni e, di conseguenza, a una perdita di
business. Anche da noi al primo posto tra i responsabili degli
attacchi virus, worm e Trojan (78%). Anche se inferiore alla
media europea, resta lo stesso preoccupante il dato relativo a
crash di sistema o perdite di informazioni a causa di errori dei
dipendenti, pari al 22%.
In merito alla frequenza con cui viene aggiornata la sicurezza
It, il 55% lo fa quotidianamente; il 12% settimanalmente e il
10% mensilmente. Solo l’1% esegue gli aggiornamenti una volta
l'anno, mentre l’11% lo fa “quando è pronto un update” e il 2%
nel momento in cui si trova sotto attacco.
Reti wireless (67%), telefonia Ip (43%) e telefonia mobile (28%)
sono anche in Italia le infrastrutture e i sistemi considerati
maggiormente a rischio.
Fonte: Lineaedppmi.it
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