|
|
|
Alla Camera il ddl per la tutela delle botteghe storiche
Tutela in arrivo
per i circa 3mila negozi storici d'Italia, ovvero quegli
esercizi che hanno alle spalle più di un secolo di attività e
rischiano di scomparire.
Il provvedimento
mette i negozi e i locali storici, oltre agli antichi mestieri e
alle botteghe d'arte, sotto la tutela dell'articolo 117 della
Costituzione come beni culturali. E' prevista l'istituzione
presso il ministero dello Sviluppo economico di un fondo
nazionale con una dotazione finanziaria totale di 120 milioni
per gli anni 2007, 2008 e 2009.
Se il testo verrà tramutato in legge, le risorse verranno
ripartite tra le regioni e una quota potrà andare a contributi
per l'affitto o il restauro del locale. ''Finalmente una bella
notizia - afferma a LABITALIA il direttore dell''Associazione
Locali storici d'Italia', Claudio Guagnini - e ora non resta che
varare la legge. Il mio è un vero e proprio augurio visto che da
tre legislature si trascina l'ipotesi di mettere mano al
settore''.
L''Associazione Locali storici d'Italia', nata nel 1976, punta
alla valorizzazione dei più antichi e prestigiosi alberghi,
ristoranti, trattorie, pasticcerie, confetterie, grapperie e
caffé letterari che sono stati protagonisti della storia
d'Italia per i personaggi che li hanno frequentati e per gli
eventi di cui sono stati promotori o sede. ''Per poter essere
iscritti - spiega il direttore Guagnini - i locali devono aver
conservato il più possibile intatti gli ambienti, gli arredi, i
cimeli con le testimonianze che diano un senso alla storia del
nostro Paese. Sono 220 le 'botteghe' iscritte - ricorda Guagnini
- e coprono l'intero territorio nazionale, con esclusione della
Sardegna. Il 22 e il 23 aprile festeggeremo al ristorante Cambio
di Torino che compie 250 anni. Oggi, il locale, che fu punto
d'incontro gastronomico del Parlamento subalpino, accoglie nel
lusso dei suoi velluti rossi, sotto i suoi stucchi e ori, il
Gotha della Mole''. ''La percentuale dei locali storici che
chiudono per affitti troppo alti, ad esempio, è piccolissima,
anche se -sottolinea il direttore dell''Associazione Locali
storici d'Italia' - ogni volta la perdita non ha prezzo. Il vero
problema è che una volta chiusa una determinata attività, per
quanto possa valere a livello di tradizione e per quanto clamore
possa fare sulla stampa, la fine è inevitabile. Certo, come
associazione ci siamo battuti contro la chiusura della storica
trattoria 'Bagutta' di Milano, dove dal 1924 si riunisce la
'cultura' italiana. Ma altri luoghi 'preziosi', come il caffè
Aragno di Roma o il Doney che i fiorentini chiamavano il caffè
con le colonnine, sono ormai solo un lontano ricordo. Molte
amministrazioni stanno realizzando l'albo delle botteghe
storiche per tutelarne i locali. E' il caso di Veneto, Friuli
Venezia Giulia, Piemonte, Firenze e Genova. Tuttavia, resta il
nodo della proprietà privata che, quando 'decide' di vendere o
alzare gli affitti, la maggior parte delle volte non può essere
contrastata''.
Su oltre 200 locali storici, in Italia, quasi 60 sono guidati
dalla stessa famiglia da più di due generazioni, con punte di
cinque generazioni, come il ristorante Osteria di Rubbiara, di
Nonantola, Modena, l'Hotel Royal Victoria di Pisa e il
ristorante Checchino di Roma. Sei generazioni, come l'Hotel Alla
Posta, di Caprile-Alleghe, Belluno, e ben sette generazioni,
come la Grapperia Nardini sul celebre Ponte di Bassano del
Grappa e la Confetteria Romanengo di Genova. L'Hotel Cavalletto
e Doge Orseolo di Venezia, del 1200, e l'Antica Trattoria
Bagutto di Milano, del 1284, sono i locali storici più longevi.
L'albergo Italia al Colle del Gran San Bernardo è il locale
storico più in alto d'Italia con sedici belle suite a 2.474
metri di quota. Il Gran Caffè Gambrinus di Napoli è un vero e
proprio museo: possiede infatti una pinacoteca di oltre 40
dipinti dei più importanti nomi della pittura napoletana
dell'Ottocento. Il Caffè Mulassano e il Bicerin, entrambi di
Torino, sono i più piccoli locali storici del mondo, mentre il
Pedrocchi di Padova è un vero e proprio complesso monumentale e
il Meletti di Ascoli Piceno una delicata palazzina sulla piazza
del Popolo. Il famoso 'Caffè Florian' di Venezia che fu
inaugurato il 29 dicembre del 1720 sotto i portici delle
Procuratie Nuove in Piazza S. Marco, può a ragione definirsi uno
dei simboli della città.
Alcuni locali sono entrati nella leggenda come l'Hotel Schloss
Labers di Merano, che durante il Terzo Reich era sede
segretissima di un comando speciale di Hitler che stampava
dollari falsi per mettere in crisi le economie nemiche. In un
muro dell'Hotel Cocumella, di S. Agnello di Sorrento, la
leggenda racconta che l'ultima amante di Shelley, Claire Jane
Clairmont, nascose una teca che conteneva il cuore del poeta,
avuto in dono da Byron, che lo strappò dal corpo dell'amico
affogato a Lerici. L'Hotel Gallia di Milano è stato sede per
anni del 'calciomercato', con cui le squadre si contendevano i
migliori giocatori a suon di miliardi di lire. Come non
ricordare l'Hotel Excelsior di Roma, in via Veneto, mitico
protagonista degli anni Sessanta e punto di partenza delle
scorribande dei paparazzi che davano la caccia ai divi di
Hollywood; l'Hotel Sofitel Boston, a un passo da via Veneto,
dove, negli stessi anni molte star, con amante al seguito, si
rifugiavano in incognito, pur avendo la suite anche all'Excelsior,
proprio per sfuggire ai fotografi.
Fonte: AdnKronos.com
La Tua opinione è importante!! Partecipa al
Forum
|
|
| ::| Annunci pubblicitari |
|
|
 | | |