Aprire un’attività di rigenerazione nastri e cartucce ink-jet e toner


Un boom ecologico che nasce negli anni 80 negli Stati Uniti, che punta su due elementi focali: qualità e risparmio

Il progresso tecnologico, spesso e volentieri, si presenta come un ottimo alleato per avviare delle attività in linea con i macchinari che quotidianamente spopolano negli uffici, nelle aziende, ed anche nelle case private.
Chi non possiede una stampante al giorno d’oggi? Ogni casa ne ha sicuramente una, per non parlare di uffici e aziende dove l’uso di questi prodotti tecnologici è ormai all’ordine del giorno e alla portata di tutti. I costi di questi macchinari non sono elevati, ma purtroppo la rigenerazione di marca e originale è ancora molto dispendiosa.
Nonostante le case produttrici di stampanti raccomandino di utilizzare sempre cartucce “originali” , spesso il prezzo di queste ultime non è del tutto allettante, motivo per cui si tende sempre a risparmiare anche sulle eventuali stampe che ci servono.
Eppure, all’inizio degli anni ‘80, infatti, un inventore americano, Ted Smith, ebbe un’idea che avrebbe cambiato la storia della tecnologia d’ufficio, in particolare quella di rigenerare nastri per stampanti ad aghi, cartucce per stampanti a getto d’inchiostro e toner per stampanti laser.
Negli Stati Uniti quindi, una ventina di anni fa nascevano grazie a questo inventore americano una serie di macchinari in grado di reinchiostrare, ovvero di rendere nuovamente utilizzabili i nastri e le cartucce per le stampanti attraverso l’inserimento di nuovo inchiostro, migliorando anche le spese da sostenere. Il prezzo di una cartuccia “rigenerata” infatti, è talmente basso da abbattere la concorrenza e da indurre sempre più persone a scegliere questa opzione di “ricarica” di inchiostro per rigenerare la propria stampante.
Questi macchinari di cui vanta l’invenzione Ted Smith, sono stati poi realizzati su scala industriale da una società americana: si tratta in effetti della “Computer Friends” di Portland, nell’Oregon, guidata da Iermine Moglia.
Da quel momento in avanti, l’America è stata alimentata da successi come questo la voglia e la determinazione di mettersi in proprio in questo settore, grazie anche ad alcuni aspetti in particolare di questa idea: intanto, la semplicità di utilizzo delle attrezzature è certamente uno dei motivi considerati maggiormente validi; un secondo motivo è dato dal costo non elevato di questi macchinari in grado di rigenerare le cartucce delle stampanti, e dal costo limitato anche del mantenimento dei macchinari stessi.
Mettere su un azienda di rigenerazione nastri non era così difficile, così dall’America l’idea si spostò in Europa fino a giungere anche nella tradizionale Italia: questa idea potrebbe esser chiamata “hot business”, ovvero una sorta di business dove si può guadagnare bene senza spendere un capitale.
Dove sta il segreto di tutto questo?
Il segreto è rintracciabile in una sola parola: risparmio. Come abbiamo già sottolineato, la gente è sempre più propensa a cercare di risparmiare il più possibile, data la crisi economica e finanziaria che il paese sta attraversando: le cartucce originali e “marcate” sono sicuramente di ottima fattura, ma il loro prezzo così elevato spinge i clienti ad uno scarso investimento in esse, preferendo prodotti diversi, seppur di buona qualità, non eccessivamente costosi.
Il cliente che mira al risparmio, quindi, sarà molto più portato per una scelta di questo tipo, avvalendosi di prodotti che, dobbiamo dirlo ad onor del vero, sono del tutto uguali ai prodotti originali: circa venti anni di esperienza negli Stati Uniti hanno ampiamente dimostrato, infatti, che i nastri e le cartucce rigenerate hanno la stessa resa di quelli nuovi, con il vantaggio, anzi, che l’inchiostratura fresca mantiene più bassa la temperatura della testina migliorandone la durata.
Si tratta a tutti gli effetti di un vero e proprio business ecologico, improntato su due elementi importanti: il risparmio da un lato, la qualità dall’altro.
Aprire un’attività di rigenerazione cartucce non è difficilissimo e non richiede un capitale elevato di investimento: trattandosi sempre di un negozio, è bene informarsi presso il Comune di appartenenza o di pertinenza del territorio dove si vuole aprire l’attività, in maniera tale da venire a conoscenza di tutti i documenti da presentare e i moduli da compilare.

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