Diventare conciliatore professionista


Il conciliatore professionista è un mediatore che si occupa di risolvere la controversia in modo da addivenire ad un accordo. Il conciliatore professionista può anche essere chiamato conciliatore.
La figura del conciliatore professionista è legata al Decreto legislativo numero 5 del 2003, con il quale sono stati istituiti degli strumenti di conciliazione che favoriscano la risoluzione delle controversie. In questo modo si dà una risposta concreta per risolvere in maniera celere controversie o liti, rendendo tutto il sistema più snello e meno costoso.
Conciliare, significa che le parti arrivano a stabilire un accordo; infatti si tratta di una misura non contenziosa. Questo processo, è seguito dal conciliatore che ascolta le proposte che provengono dalle parti in causa e procede per la risoluzione della lite; in alcuni casi il conciliatore professionista è lui stesso a formulare una proposta. Il conciliatore non può emettere dei provvedimenti che abbiano in materia autonoma efficacia giuridica.
Questa è una delle professioni che in futura sarà più richiesta; si sta assistendo ad un aumento delle richieste anche da parte delle società legali.
Per poter diventare conciliatore professionista, è necessario essere in possesso di alcuni requisiti come l’essere in possesso di un diploma di laurea in giurisprudenza o in economia.
L’aspirante conciliatore professionista può anche essere iscritto al collegio professionale oppure aver conseguito un diploma di laurea di tipo triennale. Il corso di aggiornamento obbligatorio, ha una durata di due anni. I corsi per conciliatore professionista sono svariati ma ne esistono anche alcuni corsi intensivi, sempre accreditati dal ministero della giustizia.
Completato il corso di studi, è obbligatorio seguire un corso di specializzazione; questi corsi sono effettuati da istituti selezionati ed accreditati dal ministero della giustizia. Per essere certi della scelta dell’istituto, è anche possibile eseguire una ricerca direttamente nel sito del ministero della giustizia. I corsi per conciliatore professionisti prevedono la frequenza obbligatoria; inoltre, al termine del corso è necessario superare un esame. Superata la prova finale, viene rilasciato l’attestato che abilita all’esercizio della professione.
La legge impone che il corso per conciliatore professionista abbia una durata pari a 52 ore.
L’importante è che il corso abbia docenti qualificati e che il programma seguito sia quello imposto dalla legge.
Una volta che si è superata la prova finale del corso, è necessario richiedere l’iscrizione presso l’albo di un ente che si occupa di conciliazione. Per farlo, bisogna pagare una tassa d’iscrizione e presentare le proprie credenziali.
La professione di conciliatore professionista può essere anche svolta come secondo lavoro; però è importante accertarsi che non ci siano clausole o vincoli nel proprio contratto di lavoro. La legge, non prevede che ci siano dei limiti per chi si iscrive all’albo dei conciliatori, se svolge anche un secondo lavoro.
Il conciliatore professionale riceve un compenso professionale, cioè un onorario.
Gli enti che effettuano i corsi per conciliatore professionista devono rispettare alcune regole, imposte dal ministero della giustizia. Per poter essere accreditati, devono possedere alcuni requisiti come effettuare le lezioni a massimo trenta persone; le ore devono essere almeno 16 di pratica e almeno 4 per valutare la formazione. Inoltre, le materie affrontate devono essere relative alla natura della conciliazione, agli strumenti utili per la risoluzione delle liti, alle norme in vigore e ai principi comunitari. Inoltre, i conciliatori professionisti vengono formati sulla responsabilità del loro ruolo, sulle modalità operative per svolgere il proprio compito, sull‘iter della conciliazione e sui rapporti che intercorrono tra il conciliatore professionista e gli organismi di conciliazione. La legge, prevede che un minimo di otto ore siano dedicate ai riti societari di cognizione ordinaria e straordinaria e alle controversie dell’articolo 1 del decreto legislativo numero 17 del Gennaio 2003.
Gli enti per poter essere accreditati devono possedere delle strutture idonee nelle quali poter espletare i corsi e devono avere almeno tre docenti qualificati. Questi formatori devono avere un’esperienza consolidata di minimo tre anni nell’insegnamento effettuato in corsi di formazione relativi alla giurisprudenza o all’economia.
Inoltre, gli enti di formazione devono impegnarsi per effettuare delle attività di formazione dei conciliatori professionisti; queste ore non possono essere inferiori a 90 ore ogni anno.
Questi sono requisiti fondamentali che devono essere rispettati sia dagli enti che già operano in questo campo, sia da quelli che stanno organizzando la loro attività.

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