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Analisi della concorrenza
L’impresa dopo aver studiato ed analizzato i
problemi di carattere generale (la domanda primaria )
focalizzerà la propria analisi sulla domanda selettiva, cioè
sulla domanda di una specifica marca o fornitore.
Per analizzare la domanda selettiva, i
responsabili devono comprendere come i consumatori effettuano le
loro scelte tra marche alternative, all'interno del mercato
rilevante. Ovviamente, la scelta è in funzione delle esigenze
espresse dai consumatori e quindi , dei benefici attesi, oltre
che dalla percezione delle alternative che i consumatori hanno,
in un determinato contesto definito dalla situazione d'uso del
prodotto.
Questa analisi, si può dire, si svolge in due
fasi: l'attuale e la futura. La prima, su base storica, pur
consentendo diverse interpretazioni e ipotesi su come si
evolverà il futuro, permette di cogliere una visione statica
della situazione, come essa appare al responsabile di marketing
in un dato momento.
La seconda, sconta le ipotesi di previsione che
stanno alla base della stima del futuro assetto che la domanda
verrà ad assumere per l'impresa o la marca. Proprio per le
diverse implicazioni che la previsione può avere, e per non
confondere il giudizio che si ricava dalla situazione attuale e
invece da quella prospettica, appare opportuno, dal punto di
vista metodologico, separare le due fasi. Pertanto si hanno due
momenti di analisi, il primo riguarda il valore e la quantità
delle vendite degli ultimi anni. Attraverso questa indagine si
vuole misurare il risultato di vendita dell'impresa. Tuttavia il
dato quantitativo in sé, se è sufficiente a esprimere il
risultato complessivamente raggiunto dalla politica di mercato
dell'impresa, non esprime con chiarezza né le determinanti
dell'acquisto, né le caratteristiche di coloro che hanno
acquistato. Si tratta perciò di verificare successivamente e in
base alle vendite per area, per canale, per tipo di cliente, per
fasce d'ordine, ecc., quali siano i clienti dell'impresa e di
classificarli in gruppi, così da poter individuare le loro
esigenze in termini di marketing mix e i risultati che la
proposta dell'impresa ha potuto conseguire presso ciascun
gruppo. Questo richiede che preponenti ed agenti capiscano chi
sono gli acquirenti del prodotto, dove effettuano l'acquisto,
sulla base di quali elementi scelgono, quando viene deciso ed
effettuato l'acquisto e quanto si acquista. I risultati di
vendita assumono un diverso significato a seconda di come sono
stati conseguiti e, più precisamente, a seconda del tipo di
clientela che li ha determinati. Dalla fase statica, quella cui
si è accennato, occorre passare a quella dinamica.
Ovvero l'impresa e l'agente debbono
individuare i clienti strategici, cioè quelli ai quali si dovrà
assegnare prevalente attenzione, perché maggiormente in grado,
nel corso del tempo, di sviluppare il loro fatturato, di
richiedere minori energie e risorse, in altre parole da un lato
di far aumentare i ricavi, dall'altro di ridurre i costi
relativi al servizio che viene loro prestato (costi della forza
di vendita, promozionali, di distribuzione fisica, di assistenza
tecnica pre e post vendita, finanziari, sia diretti per la
concessione del credito, sia invece per la creazione di scorte
da tenere a beneficio del cliente ecc.).
E solo esaminando dettagliatamente e
proiettando nel futuro la situazione della clientela che
l'impresa è in grado di prevedere quale potrà essere il suo
ruolo presso di essa, quali futuri sviluppi potrà avere la
domanda. In ogni caso l’ esame della clientela deve estendersi
ai canali di distribuzione, cioè alla diversa incidenza dei
canali sul fatturato dell’ impresa e, naturalmente, al prodotto.
Infatti l’analisi clienti-distributori-prodotto ha permesso di
individuare chi ha determinato i risultati della domanda
selettiva che si rivolge all'impresa.
Si tratta per l'impresa di capire e conoscere
chi sono i consumatori e gli acquirenti di quel determinato
prodotto, perché hanno effettuato l’ acquisto, come giudicano
l’offerta dell’impresa nei confronti di quella dei concorrenti,
come si posiziona un prodotto sul mercato.
Sulla base di tutte queste informazioni
l'impresa e l'agente potranno predisporre e condurre la propria
strategia.
Le capacità derivanti dalla composizione e
consistenza del portafoglio di attività Si devono analizzare
anche le capacità della composizione e consistenza del
portafoglio di attività dei concorrenti ed in particolare di una
impresa diversificata.
Questo significa specificare qual è il ruolo
assegnato a ciascuna delle attività nel bilanciamento del
portafoglio e quali percezioni il concorrente ha maturato sui
settori e sui mercati in cui è presente ed opera. Inoltre si
deve sottolineare che il successo dell'impresa può cosi essere
misurato non solamente in termini di profitti attuali, ma anche
in termini di flussi di profitto previsti su un esteso orizzonte
temporale, preso in considerazione dalle strategie e dalla
gestione del portafoglio di attività dell'impresa concorrente.
LA CONCORRENZA
Quindi particolare importanza ha la concorrenza
o meglio i concorrenti dell'impresa che Adamo Smith ha definito
"mano invisibile" del mercato. I concorrenti non solo
minacciano costantemente l'azienda, ma influenzano la sua
performance, i suoi risultati economico-finanziari e possono
modificare le opportunità attuali e future presenti nel mercato.
E' quindi opportuno disporre un'analisi dei concorrenti a tale
scopo occorre capire e valutare:
1. come si colloca l’offerta dei concorrenti
nei confronti della domanda base scelta dell'impresa; come è
stata interpretata; i caratteri dei diversi marketing mix, come
sono stati recepiti dai clienti in relazione all'ideale
espresso nel posizionamento del prodotto;
2. il genere e il grado di differenziazione
dell'offerta;
3. i punti di forza e di debolezza e, di
conseguenza, le minacce e opportunità per l'impresa.
Occorre quindi disporre di adeguate
informazioni sul posizionamento e sulla segmentazione, sui
risultati (di mercato, economico-finanziari, quote di mercato,
fatturato, margine, redditività del capitale investito, flusso
di cassa generato, ecc.) ottenuti dai concorrenti e valutati
alla luce dell'evoluzione che si è manifestata nel quadro
esterno in modo da procedere ad una ricostruzione delle
strategie perseguite, alla stima delle capacità e delle risorse
disponibili e generabili.
L'analisi deve essere ad un tempo statica e
dinamica e deve portare a capire come il concorrente potrebbe
reagire ai cambiamenti in atto nell'ambiente esterno e nel
mercato. In secondo luogo, occorre comprendere come egli
potrebbe reagire a specifiche iniziative della nostra azienda o
di altri concorrenti.
Quali sono i punti deboli del concorrente?
Quali sono i suoi punti di forza? Quali mosse potrebbe provocare
la sua reazione ed in quale modo? Qual è il terreno più adatto e
come?
I CONCORRENTI CHIAVE
Ogni concorrente, almeno quelli più importanti
per profitti, quota di mercato, innovazioni, devono venir
studiati in maniera a sé stante perché ciascuna impresa matura
esperienze e capacità diverse e di conseguenza percepisce e
valuta differentemente le opportunità o le minacce che le si
presentano. E' quindi opportuno accennare ai concorrenti chiave
che sono quelli che servono lo stesso target di mercato o gli
stessi segmenti in cui l'impresa opera. Si fanno, quindi, alcune
considerazioni:
- concorrenti chiave possono variare
geograficamente come pure in relazione a diversi gruppi di
clienti (clienti importanti o invece clienti marginali).
- L'analisi di marketing dovrà riguardare i
punti di forza e di debolezza relativamente al prodotto, alla
qualità, al prezzo, alle garanzie, alla confezione e al
servizio, alla distribuzione e quindi al numero di
dettaglianti, grossisti che trattano il prodotto, alla
copertura e alla penetrazione raggiunta, all'ammontare di
sforzi di vendita che vengono sostenuti dai distributori su
quella classe di prodotto, ancora all'efficacia dell'attività di
marketing e all'analisi delle risorse dei concorrenti.
- L'efficacia dell'azione di marketing
riguarderà l'innovazione del prodotto, l'immagine e la
reputazione presso i clienti, la qualità e l'affidabilità dei
prodotti, la tipologia della forza di vendita, l'esperienza e il
livello delle spese pubblicitarie e promozionali.
- Circa l'uso delle risorse è importante
individuare l'incidenza della spesa pubblicitaria e promozionale
dell'impresa, raffrontata a quella delle imprese concorrenti, il
costo della forza di vendita e, più in generale, i costi di
distribuzione che una impresa è in grado di cogliere.
Come si vede occorre un complesso di dati ed
informazioni che debbono essere particolareggiate e specifiche e
devono venir desunte da studi ad hoc sulla concorrenza, da
documentazioni sulla pubblicità, da articoli, da analisi di
rapporti, in particolare da analisi dei bilanci e da dati
raccolti sul campo ad esempio dall'organizzazione di vendita, da
staff tecnici; da confronti ed analisi con fornitori non solo di
impianti o di materiali e componenti, da agenzie di pubblicità
e, più direttamente, da specifiche ricerche di mercato. Si deve
sottolineare che l'attività di controllo della concorrenza debba
essere svolta regolarmente e in modo sistematico. Occorre
prevedere quindi una serie di informazioni e di tempi per la
messa a punto e la revisione delle situazioni competitive.
Anche in questo caso è la sistematicità, che l'impresa deve dare
alla raccolta e all'elaborazione delle informazioni, che
garantisce una corretta e valida verifica dei concorrenti. In
conclusione dallo studio dei concorrenti chiave devono emergere
un giudizio di efficacia ed efficienza dei concorrenti.
Questo pone l'accento su diversi fattori:
1) il confronto dei costi dei concorrenti. Va
però tenuto presente che i diversi concorrenti non partono da
una medesima posizione, ma vi sono diverse situazioni che
possono così ipotizzarsi: a) vi possono essere concorrenti che
hanno rinnovato gli impianti e sono entrati nel mercato in tempi
diversi, e possono perciò spuntare costi diversi, perché possono
sfruttare innovazioni tecnologiche differenti, in relazione
anche al rinnovo degli impianti e all'utilizzo di macchinari
acquistati da fornitori che hanno innovato i processi
produttivi. b) Altri concorrenti possono sfruttare l'esperienza
accumulata presso i fornitori, nel servire molti clienti e per
molto tempo, possono utilizzare brevetti o accordi con imprese
appartenenti ad altre aree produttive, ottenendo così vantaggi
di costo significativi. Si pensi agli accordi con fornitori
giapponesi da parte di produttori europei nel settore dei
prodotti elettronici o della compodentistica.
2) Il divario fra ricavi e costi. Un secondo
aspetto da segnalare riguarda i limiti insiti in un confronto
relativo ai soli costi, cioè all'efficienza. Spesso, un’ impresa
non prosegue la riduzione dei costi in sé, ma il maggior divario
possibile fra costi e ricavi. Così un'impresa può
strategicamente decidere che le conviene aumentare i costi, ma
immettere sul mercato un prodotto differenziato, che dà
proporzionalmente maggior ricavi. Questa situazione può essere
rilevata dal venditore e portata a conoscenza dell'impresa
preponente Questa realtà appare tanto più significativa in molti
mercati come quelli attuali, in cui il consumatore o
l'utilizzatore privilegiano la qualità del prodotto, il livello
di assistenza pre e post vendita e l'offerta di prestazioni
sofisticate; pure queste indicazioni possono provenire dagli
agenti.
ALTRI TIPI DI CONCORRENTI
Oltre ai concorrenti cosiddetti "chiave",
l'impresa preponente e il venditore devono analizzare e studiare
altri tipi di concorrenti tra i quali si possono ricordare: i
concorrenti vicini, i concorrenti diretti, i concorrenti
indiretti.
a) Concorrenti vicini: particolare
predisposizione possono dimostrare i venditori nel definire,
partendo dal mercato e dal posizionamento del prodotto, i
concorrenti ritenuti “vicini” all'offerta dell'impresa, aziende
che soddisfano lo stesso bisogno con un marketing mix simile e
che si collocano in modo distinto all'interno dello stesso o
degli stessi segmenti di mercato cui l'impresa si rivolge: si
indirizzano agli stessi clienti serviti dall'impresa. Spesso, le
imprese di questo primo gruppo utilizzano tecnologie assai
simili e hanno anche un grado di integrazione uguale a quello
dell'impresa preponente.
b) Concorrenti diretti: sono quei rivali che si
confrontano con l'impresa nello stesso settore ed utilizzano la
stessa tecnologia produttiva anche se possono differenziarsi
nell'uso degli elementi di marketing. Si possono suddividere
tra "attuali e potenziali" per distinguere l'intensità della
loro minaccia a seconda che siano già consolidati e posizionati
nel settore oppure rappresentino un "potenziale entrante" che
potrebbe far ingresso nel settore, superando le barriere
all'ingrosso poste a difesa. Questi concorrenti, per capacità e
risorse di cui dispongono, potrebbero, con una certa
probabilità, entrare nel mercato in cui opera l'impresa
modificandone la situazione concorrenziale. c) Concorrenti
indiretti: un gruppo di concorrenti, prossimo al precedente è
costituito invece da imprese che pur soddisfacendo lo stesso
bisogno di base cui fa riferimento il preponente, prendono in
considerazione differenti funzioni, si rivolgono a diversi
gruppi di clienti, operano in mercati differenti, utilizzano
tecnologie differenti e/o livelli diversi di integrazione. Si
tratta dei concorrenti indiretti che rappresentano invece tutti
quei produttori che come detto, sono caratterizzati da
tecnologie produttive diverse ma capaci di concorrere nel
mercato in quanto i loro prodotti rappresentano degli idonei
succedanei a quelli dei concorrenti diretti. Così la posizione
competitiva di un'impresa che produce e vende travi
prefabbricate in cemento armato è evidentemente influenzata
dalle scelte di una o più imprese che producono travi in legno:
entrambe possono vendere infatti allo stesso gruppo di
acquirenti o soddisfano con i loro prodotti una domanda simile.
Queste imprese appartengono allo stesso settore anche se le
tecniche produttive che impiegano sono sostanzialmente diverse.
Tuttavia, per valutare la posizione strategica attuale e
prospettica dell'impresa che produce travi prefabbricate in
cemento armato non basta limitarsi alle imprese che vendono
sostituti diretti. A medio o lungo termine, la posizione
competitiva delle imprese che producono travi prefabbricate può
essere modificata dalle scelte compiute da carpentieri,
falegnami od imprese siderurgiche che possono offrire prodotti
sostituti: ad esempio travi di legno su misura per gli utenti o
travi interamente di metallo. Attraverso l'analisi dei singoli
concorrenti non è tuttavia possibile cogliere l'insieme delle
caratteristiche di mercato che contraddistinguono la
competitività.
Quest'ultima, infatti, oltre che dalla condotta
delle singole imprese viene a dipendere dalla natura e dalla
interazione dinamica tra la domanda e l'offerta. Alla rivalità
tra le imprese, e quindi alla concorrenza che esse si fanno, si
devono aggiungere altri quattro fattori importanti che sono: i
prodotti sostitutivi, i clienti, i fornitori e i potenziali
nuovi entranti. Queste forze determinano congiuntamente
l'intensità della concorrenza mentre le componenti più forti
indirizzano il processo di formulazione strategica. Il venditore
deve tener presente che la concorrenza tra le imprese si
manifesta anche attraverso azioni sui prezzi, sulla pubblicità,
sul prodotto, ad esempio lancio di nuovi prodotti, miglioramento
del livello di servizio, apposizione della marca, azioni sulla
distribuzione. Si tratta di azioni tendenti a cogliere dei
vantaggi nei confronti dei concorrenti, o a impedire che i
concorrenti possano incidere sui risultati, e pertanto sugli
obiettivi, che l'impresa si è posta. Inoltre il ruolo
all'interno del sistema competitivo viene a variare a seconda
della possibilità dì introdurre sul mercato beni sostitutivi.
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