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Benefici e rischi del marketing 'verde'
Se ci guardiamo in giro oggi la nostra vita è
pervasa dal verde; inquinamento, Kyoto, innalzamento della
temperatura, sono argomenti che affrontiamo quotidianamente. E
voi pensate che il marketing non abbia colto l'occasione
“immergendosi nel verde”?
Infatti il concetto di “green” che seppur non una novità, è
divenuto improvvisamente di moda divenendo uno dei fenomeni del
2007. Come spesso avviene, tutto parte dai pragmatici paesi
anglosassoni (UK e USA) dove questa moda ha iniziato a mutare i
modelli di business, creando nuove opportunità imprenditoriali
ed entrando addirittura nel design e marketing mix. Ma cos'è
realmente il green marketing? Innanzitutto esso non si applica
esclusivamente alla “promozione” dei prodotti, ma è un concetto
più ampio che può essere applicato a qualsiasi bene o articolo
destinato al consumo così come ai servizi.
Il concetto di Green Marketing
Nel Green Marketing
possiamo comprendere le seguenti attività:
- modificazione dei prodotti
- mutazione dei processi produttivi
- cambiamenti nella progettazione del packaging
- cambiamenti nel modo di fare comunicazione
Va rilevato che una certa sensibilità all'argomento nacque già
nel 1976 attraverso alcuni studi che iniziarono a determinare
l'impatto delle attività di marketing sull'inquinamento, sullo
spreco d'energia e delle risorse naturali. Ma è sicuramente
negli ultimi anni che le aziende, o cavalcando una moda o
credendoci veramente, hanno iniziato a valutare la progressiva
scarsità di risorse naturali, sviluppando una new way
indirizzata verso i clienti.
Come evitare l'effetto boomerang
Ma cosa significa
davvero Green Marketing e quali sono gli errori che bisogna
assolutamente evitare per non innescare l'effetto “boomerang”:
-
Green Marketing significa avere obiettivi congiunti: obiettivi
di marketing e obiettivi ecologici (ma veri e certificabili).
- Bisogna evitare di dipingersi “artificialmente” di verde per
poi essere attaccati facilmente dalle varie organizzazioni
ecologiste o peggio sbugiardati dal cliente.
- Gli aspetti più “scenici e spettacolari” del green marketing,
attualmente sono il prodotto, il servizio e l'innovazione degli
stili di vita. Questo però non significa che per essere cool
bisogna per forza avere un'immagine green. La sfida è farla
diventare e farla vivere al cliente come una normalità e non
un'eccezione.
- La migliore strada che un'azienda ha per affrontare la
questione “green” all'interno della proprio sistema, è quella di
avere molte persone che fanno una piccola differenza piuttosto
che poche persone che provocano un grosso cambiamento. Lo sforzo
dell'impresa deve essere quello di creare una cultura diffusa
più che un evento clamoroso ma isolato ed occasionale.
Tre diversi tipi di risposte orientate
all'ecologia
La cultura imperante
in questi tempi è dominata dal consumismo sfrenato,
dall'eccesso, dal desiderio continuo di possedere nuovi prodotti
e di accedere a nuove esperienze di consumo. A
quest'irreversibile evidenza registriamo, fra tante, tre
principali risposte di Brand green-oriented:
-
Le marche pure: coloro che hanno la naturale tendenza alla
responsabilità sociale e all'ambiente poiché esso fa parte del
loro DNA, quasi fosse una caratteristica implicita, propria di
qualsiasi marca rispettabile
- Quelle che credono d'essere: capita spesso di assistere ad
alcune campagne pubblicitarie incentrate sul concetto di
“green”, anche se intenzionalmente incorporano uno spirito
urbano e una tendenza estetica moderna per, diciamo così,
combattere lo stereotipo costruito negli anni intorno al
concetto “green”
- Quelle che sanno di non essere: sono le peggiori perché si
dipingono “verdi” quando non lo sono, per capitalizzare il trend
e sfruttare il movimento ambientalista. Mentono sapendo di
mentire.
Clienti sempre più informati e attenti
Ma attenzione
all'evoluzione del cliente medio; la sua è, oramai e
genericamente, una tendenza verso un consumo responsabile e solo
i brand che rispondono a questa categoria riusciranno a
raccogliere i frutti di un investimento non semplice e,
sicuramente, non economico. Infine, il consiglio è di essere
sempre se stessi e non provare a ingannare il cliente, che è
sempre più attento ed informato. Tutte le aziende sono fatte da
prodotti, servizi, procedure, etc. , e si potrebbe proseguire
all'infinito, ma esse si reggono prevalentemente su donne e
uomini con gli stessi difetti e pregi di tutti gli esseri umani.
Per questo, ben venga la conversione green ma che sia vera,
duratura e diffusa.
Fonte: b2b24.ilsole24ore.com - P. Giglio
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