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Le Previsioni
Prima di vedere come le persone di successo
vivono bene le avversità, consideriamo un tipo di esperienza che
può rivelarsi più pericolosa dell'insuccesso stesso. Spesso la
paura, i1 pensiero, la previsione di fallire immobilizzano più
del fallimento in sé. È vero anche l’inverso: l'aspettativa del
successo è più galvanizzante del successo stesso. Allo stesso
modo il nostro entusiasmo viene bloccato non dal fatto di
sperimentare un insuccesso, ma dalla paura o dall'aspettativa
di fallire. Mi ricordo, per esempio, di un articolo di giornale
a proposito di un paracadutista. Durante un lancio il paracadute
non si aprì ed egli, completamente in preda al panico non tentò
nemmeno di azionare il paracadute di emergenza. Come una
profezia che trae forza da se stessi, la paura può farci agire
in modo che succeda proprio quello che più temiamo. In altre
parole il paracadutista, in preda al panico, non fu in grado di
pensare ed agire in modo corretto. La paura può bloccarci.
Più recentemente ho letto un altro articolo
riguardante un paracadutista. Egli tentò di aprire il paracadute
una prima volta senza successo. Quindi tirò la corda di
emergenza, ma neppure il paracadute di riserva si aprì.
All'altezza di 3000 piedi, egli dovette pensare tra sé e sé: "Al
diavolo!!" o qualcosa di molto simile.
Se qualcuno di voi ha esperienza di
paracadutismo saprà che le istruzioni, in caso di difficoltà
nella fase di atterraggio, dicono di cercare di toccare il suolo
in posizione avanzata rispetto ai piedi e quindi tentare
immediatamente di rotolare o ruzzolare acrobaticamente, cercando
in questo modo di evitare l'impatto diretto col terreno. Il
paracadutista di cui stavamo parlando, dopo un volo da 3000
piedi di altezza, nell'impatto col suolo si ruppe solo ed
unicamente le caviglie.
Riportò abrasioni, lividi, ferite, ma non un
solo altro osso rotto. Aveva seguito alla lettera le istruzioni.
L'uomo che avrebbe potuto sopravvivere morì e quello al quale
non avreste dato nessuna possibilità sopravvisse. Tratteremo
quindi non solo della sfida di affrontare le avversità, ma anche
di come comportarsi nei confronti della paura, del pensiero,
della previsione di un insuccesso.
Immaginale una calda giornata estiva ed
un'invitante piscina. Toccate l'acqua e vi accorgete che è
fredda. Il pensiero di trovarvi in acqua vi fa cambiare
decisione. Eppure, se vi tuffaste, una volta superato il primo
momento di freddo sareste contenti e rinfrescati.
Per la vendita succede la stessa cosa. Siete
desiderosi di riuscire, ma più pensate a ciò che potrebbe
accadere, più rimanete inattivi. Prendete in mano il telefono e
la cornetta è 'pesante' nella vostra mano. Tuttavia, una volta
fatta la prima chiamata, anche se il potenziale cliente non vi
ha dato molte speranza, state agendo. Dopo poche altre
telefonate potrete ottenere una risposta affermativa e vi
ritroverete con gli stimoli giusti e in una situazione positiva.
Riassumendo, non potete fallire. In realtà
l'insuccesso non esiste. Ciò che esiste sono le esperienze che
non rispondono in pieno alle vostre aspettative e di fronte alle
quali dovete chiedervi: "Cosa ho ottenuto? Quale è stato il lato
positivo?" Pensate a ciò che di positivo avete ottenuto da
quelle esperienze che non si sono svolte esattamente come
volevate.
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