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Riconoscere i segnali trasmessi dal cliente
Cogliere il momento giusto per la chiusura è di
massima importanza nella vendita. Come decidere qual è il
momento più adatto per chiedere l'ordine?
Se riuscite a rendervene conto, le vostre
probabilità di successo aumentano del 50%.
I segnali trasmessi involontariamente dal
cliente vi possono aiutare a decidere qual è il momento
propizio. Può essere qualcosa che il cliente fa o dice e che
rivela che è pronto a comprare. Un tipico segnale di questo
genere può essere:
"Si può avere la macchina in altri colori?"
I segnali non verbali lanciati dal cliente sono
più difficili da individuare e richiedono una certa conoscenza
del linguaggio corporeo. Non basatevi solo su un gesto, ma
cercate di individuare tutta una serie di movimenti, di
cambiamenti di posizione che rivelano che l'atteggiamento del
cliente sia mutando a vostro favore. La resistenza che vi
opponeva sta scomparendo ed egli più rilassato, si appresta ad
ascoltare i vostri consigli.
Immaginate un venditore di fronte ad un cliente
seduto dietro la sua scrivania. Chi vende sta gesticolando
mentre illustra il suo prodotto. Egli sta cercando di
trasmettere il proprio entusiasmo al cliente. Tale entusiasmo è
contagioso. (In una trattativa di vendita, in effetti, la sola
cosa più contagiosa è la MANCANZA di entusiasmo). Il cliente
tiene le mani unite in punta, le dita tese a formare una specie
di piramide. A questo punto il venditore può dedurre che il
cliente sta prendendo in considerazione la sua proposta, ma ha
ancora dei dubbi, il cliente è appoggiato allo schienale della
sua poltrona. Quando cambia posizione, disfa la piramide che
formava con le mani e si sporge con il busto verso il venditore,
il cliente ha terminato la sua valutazione ed è pronto a
decidere. Se invece assume una posizione con braccia conserte e
rimane appoggiato allo schienale della poltrona, il segnale che
sta trasmettendo è di tipo negativo. Probabilmente, anche se non
vi è certezza assoluta, ha deciso per il "No".
Ecco altre tre diverse reazioni di un dirigente
di fronte ad un venditore.
La posizione delle mani a piramide, indica un
momento di valutazione critica della proposta. Successivamente,
un segnale positivo si legge nell'appoggiarsi delle mani
intrecciate sullo stomaco, le braccia sono rilassate. Il cliente
ha deciso. Alla vostra domanda di chiusura finale egli
disincrocerà le gambe e si sporgerà nella vostra direzione. E’
pronto a comprare.
Vediamo ora tre fasi di una valutazione positiva.
Il cliente, seduto dietro la sua scrivania, è
ancora dubbioso. Lo dimostrano la mano che accarezza il mento ed
il braccio posto in posizione difensiva sul petto. E’ appoggiato
allo schienale della sua poltrona. Mentre il venditore parla,
qualcosa desta il suo interesse. Il cliente smette di toccarsi
il mento, inclina leggermente la testa di lato appoggiandola sul
dito teso di una mano. Anche se continua a rimanere appoggiato
all' indietro e il braccio rimane in posizione difensiva sul
petto, sta dimostrando un certo interesse. Se il venditore
continua a battere sul tasto che ha risvegliato l'attenzione del
cliente, egli si protenderà in avanti, il mento appoggiato alla
mano, il gomito sulla scrivania. Il braccio che era in posizione
di difesa si posa sulla scrivania. Il momento giusto è
arrivato!!
Adesso vediamo rappresentato il comportamento
gestuale di un consulente assolutamente non reattivo, che non
dimostra alcun interesse. Sta considerando che la proposta del
venditore avrebbe come conseguenza un aumento della sua mole di
lavoro. L'atteggiamento è fiacco. Non ci sono barriere
invisibili, ma chiunque si accorgerebbe che l'idea trasmessa è
di negatività.
Come può il venditore cambiare la situazione in
suo favore? Magari insistendo sul fatto che ciò che sta
proponendo significherebbe per l'azienda un miglioramento
tecnologico, che compenserebbe l'aumento di lavoro.
L'argomentazione è efficace, e il risultato è un cambiamento di
posizione, la caviglia di una gamba appoggiata sul ginocchio
dell'altra, la testa leggermente inclinata di lato. Continuate
in questa direzione e presto il consulente vorrà avere maggiori
informazioni per poter presentare la vostra proposta ai suoi
superiori. A questo punto l'atteggiamento sarà di completa
apertura, il busto inclinalo in avanti, le mani quasi congiunte
in preghiera.
Ecco invece l’ atteggiamento di un consulente
decisamente molto più negativo. Le braccia sono saldamente
incrociate, il mento è abbassato, le gambe sono rigide e le
caviglie incrociate. Decisamente dà una sensazione di freddezza.
Ma toccate un punto chiave e vedrete il mento risollevarsi, le
gambe spostarsi indietro. La posizione è decisamente più
'aperta', ma le caviglie sono ancora incrociate, le braccia
conserte. Continuate in quella direzione ed ecco che le braccia
si scioglieranno ed egli comincerà ad accarezzarsi il mento,
segnale, questo, che dimostra un sicuro aumento di interesse.
Quando il mento verrà lasciato stare e la testa si inclinerà di
lato, eccolo pronto. Ora tocca a voi!
Vediamo poi un direttore nelle fasi finali
della trattativa, quando sta per decidersi a comprare; il busto
è proteso in avanti, tutto sta a indicare la sua smania di
decidere. Ad un certo punto smette di toccarsi il mento e guarda
il venditore dritto negli occhi. Non lasciatevi sfuggire
l'occasione: sta aspettando che gli chiediate di passare
l'ordine.
E per tutti quei venditori che, scioccamente,
arrivati a questo punto cominciano a sentire una certa
sensazione di timore a chiedere... se vi trovate di fronte ad un
comportamento di questo tipo, il cliente che si strofina il
palmo delle mani sulle gambe, chiaramente desideroso di definire
l'affare, chiedete subito e con fiducia un ordine.
"Allora possiamo considerarlo affare fatto?"
"Vi impegnate con noi?"
"Ordina oggi stesso?"
"Che quantità vi serve per cominciare?"
Se non chiedete, verrete sbattuti fuori.
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