Il Marketing Territoriale
5. Gli strumenti del marketing territoriale
Ogni singolo
contesto deve essere considerato come un target “strategico” che individua degli obiettivi da
raggiungere e degli strumenti necessari per il loro
raggiungimento. A tal riguardo, potrebbe essere utile
ricorrere all'adozione di logiche e di strumenti di
marketing strategico. Il marketing strategico sembra essere
in grado di orientare la definizione di una valida strategia attraverso la
proposizione di alcuni concetti chiave.
In particolare: l'attenzione alle risorse ed alle capacità
specifiche del territorio dovrebbe costituire la base prima
per la formulazione di una visione strategica.
La costruzione di solidi e duraturi vantaggi competitivi territoriali non può che
trovare fertili radici nelle specificità, nelle risorse,
nelle capacità storicamente accumulate all'interno del
territorio. Sono le specificità locali (le "core
competences" di un'entità territoriale, per continuare con la metafora
della grande impresa) a costituire la base più solida per il
conseguimento di vantaggi competitivi in un’ottica di concorrenza territoriale
globale (C. Morandi, 1993).
Per avere successo
nell'ambito di una concorrenza territoriale sempre
più accesa, si impone la
necessità di analizzare in modo continuativo i bisogni degli stakeholders
e dei clienti/mercati. Ciò comporta la necessità di
elaborare delle azioni strategiche differenziate per ogni
singolo target di riferimento.
In quest'ottica pare
siano adottabili le tecniche di segmentazione, così come le
metodologie di analisi del processo d'acquisto e dei
differenti ruoli d'acquisto(Kotler,Heider,Rein). Ogni entità
territoriale, per le risorse di cui è dotata naturalmente,
gode di una sorta di avviamento, derivante dal
fatto che gli stakeholders
le assegnano un certo valore.
Si pone pertanto un problema di
management strategico del territorio.
In ottica
strategica, è necessario che gli amministratori siano in
grado di rendere la risorsa territorio sempre più produttiva di valore e di aumentarne il livello di attrattività.
L'aumento del
livello di attrattività della località è volto a migliorare
la qualità della vita, a sostenere le imprese attuali, ad
attrarre nuovi investimenti, imprese, visitatori e
residenti. La gestione della
attrattività deve però seguire una sistematica
pianificazione, guidata da una visione orientata alle
risorse, della dotazione di servizi ed infrastrutture di
trasporto, di comunicazione e di telecomunicazioni, di
edilizia abitativa e per i visitatori, di servizi educativi
e formativi per la popolazione residente, di servizi
terziari avanzati per le imprese, di servizi ed attrezzature
per i visitatori e così via.
La definizione strategica di una azione
“promozionale” del contesto di riferimento deve infine
trasmettere una immagine della località coerente con il suo
“posizionamento” competitivo e con gli obiettivi strategici
di valorizzazione ed attrazione delle risorse disponibili.
Nel casi di immagine
debole, negativa e controversa è necessario un intenso
sforzo di comunicazione volto a cambiare la percezione e
l’immagine non positiva, che non si può tuttavia non
accompagnare ad un più generale sforzo di rilancio della località,
attraverso un coerente uso di tutti i
fattori di marketing disponibili.
E' possibile individuare quattro leve
principali di marketing territoriale (L. Vari den
Bergh, I. Bromezza, J. Vari der Meer, 1994) -.
MIX TERRITORIALE
-
la progettazione del mix più adeguato
di beni e servizi territoriali
-
la creazione di incentivi per gli
utenti di detti prodotti/servizi
-
il miglioramento dell'accesso al
prodotti/servizi territoriali
-
la promozione dei valori e
dell'immagine del territorio.
MARKETING MIX
-
al prodotto, la creazione di incentivi
territoriali
-
alla politica di prezzo, il
miglioramento dell'accesso al prodotti territoriali
-
alle politiche distributive intese in
senso lato
-
la promozione dei valori e
dell'immagine del prodotto