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La Coltivazione del Tartufo

 

Numerose sono le specie di tartufi che nascono spontaneamente in natura ma solo sette di esse possono essere commercializzate. Dagli anni ‘80 si è cercato di coltivare il tartufo ottenendo risultati estremamente diversi a seconda della qualità del tartufo, delle condizioni climatiche e del  tipo di terreno.

Sulla base di queste esperienza possiamo affermare che è bene osservare alcune semplici norme prima di realizzare un impianto per la produzione redditizia di tartufo.

Fondamentale è la progettazione della tartufaia,la prima operazione è la raccolta di tutte le informazioni relative all’area su cui vogliamo realizzare l’impianto, quindi, specie arboree presenti nella zona, altre coltivazioni di tartufi nei dintorni, tutte le analisi chimico-fisiche del terreno (granulometria, ph, struttura, percentuali di calcio, fosforo, potassio), e un attenta analisi stazionale (altitudine, esposizione al sole, pendenza, umidità ecc.).

Il passo successivo è la lavorazione del terreno, sarà necessaria la pulizia dell’appezzamento da arbusti, radici, grossi massi, l’aratura superficiale e l’affinamento delle zolle presenti, infine si deciderà il sesto dell’impianto che verrà progettato anche in base alle specie arboree simbiotiche.

Il periodo più adatto alla piantagione va dall’autunno alla primavera; per la messa a dimora delle piantine micorizzate si consiglia di sospendere l’irrigazione in vaso qualche giorno prima in modo da far asciugare la terra e poter svasare con facilità le piantine che andranno posizionate nelle buche già preparate.

Utile è l’impianto di irrigazione nelle prime fasi di attecchimento della pianta e in stagioni estive particolarmente afose.

A questo punto l’impianto è stato avviato, le successive operazioni mirano a mantenere l’appezzamento libero da erbe infestanti, la pulizia del terreno va fatta manualmente e non mediante l’uso di diserbanti, altrettanto sconsigliato è l’uso di concimi, poiché non esistono sperimentazioni in merito.

L’entrata in produzione dell’impianto in genere avviene dopo il 6° anno, mentre la produzione a regime in genere dopo il 10° anno, la resa media di una tartufaia è di circa 50 kg/ha con punte massime di 90/100 kg/ha.

Il costo di un impianto si aggira sugli 8500 euro per 1 ettaro (ha) di terreno realizzato con piantine micorizzate con tartufo nero.

 Le spese si possono così suddividere:

 

  • Progettazione dell’impianto euro 1000

  • Lavorazione del terreno pre-impianto euro 2000

  • Acquisto di circa 400 piante euro 4000

  • Messa a dimora delle piante euro 900

  • Varie operazioni di manutenzione post-impianto 600

Ovviamente i costi possono subire sensibili variazioni a seconda della manodopera utilizzata (fai da te o operai), della struttura del terreno, del costo delle piante, ecc. ecc.

In conclusione la tartuficoltura è oggi considerata un’attività agricola con buone potenzialità di crescita economica, che richiede investimenti modesti e tempi di lavoro limitati, ovviamente si deve tener conto che si tratta comunque di una coltura particolare e ancora in fase di sperimentazione e ricerca.

 

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